9
novembre
2017

5 miti da sfatare sul neuromarketing

Ecco cosa devi sapere se sei interessato ad un corso sul neuromarketing.

 

 

1: Il neurometketing è molto simile alla PNL.

Falso.

Neuromarketing e Programmazione Neuro Linguistica (PNL) non hanno nulla in comune. Grazie a strumenti di ricerca medica quali la risonanza magnetica funzionale o l’eye tracking, il Neuromarketing si basa su evidenze neuroscientifiche condotte in ospedali e poli universitari mentre la PNL è una tecnica creata da Richard Bandler e John Grinder con l’obiettivo di migliorare la comunicazione intrapersonale e interpersonale. La PNL, per quanto possa essere utile e apprezzata, si basa sugli assunti dei due creatori e non su ricerche scientifiche condotte attraverso strumentazioni quali la risonanza magnetica funzionale o l’eye tracking.

 

 

2: Tramite il neuromarketing si possono controllare le persone.

Falso.

Il neuromarketing può aiutare a favorire il consenso su un’idea, un prodotto, un brand, ecc, ma non ha nessuna influenza sulla nostra libertà di pensiero e sulle nostre valutazioni finali.

 

 

3: Il neuromarketing limita la creatività. 

Falso.

Il neuromarketing aiuta la creatività, la indirizza dove e come può essere più incisiva ed efficace basandosi sulle evidenze scientifiche.

 

 

4: Il neuromarketing dice sempre la verità.

Falso.

Il neuromarketing non è una scienza esatta, i processi cognitivi e decisionali del nostro cervello  non si possono ridurre ad una semplice azione meccanica. Il nostro cervello agisce in un modo decisamente più complesso ed è assolutamente necessario comprendere il suo funzionamento e la sua complessità. Il neuromarketing è un valido aiuto per capire cosa succede realmente nel cervello quando le persone sono sottoposte ad uno stimolo e capire la differenza tra ciò che le persone dicono di pensare e ciò che il loro cervello realmente sta pensando.

 

 

5: Il neuromarketing prenderà il posto del marketing.

Falso.

Entrambe hanno lo stesso obiettivo ma si basano su metodi, tecniche e strumenti di ricerca diversi. Il Neuromarketing ci dice come il nostro cervello acquista, da quali stimoli viene attratto e quali sono le leve da enfatizzare per favorire la vendita. Il neuromarketing si affianca al marketing tradizionale per trovare la strategia e la soluzione ottimale per il prodotto specifico nel determinato contesto. Usando una metafora nel tiro a segno il marketing ci dice come tendere l’arco e come mirare prima di scoccare la nostra freccia, il neuromarketing dimezza la distanza dal bersaglio aumentando la probabilità di fare centro!

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